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SHERLOCK HOLMES

progetto affidato a COLLETTIVO CINETICO
[alias compagnia Vitellone CicciottO]
compagnia residente presso Teatro Comunale di Ferrara 'Claudio Abbado'
concept Francesca Pennini
[alias Annina Sperniccef]
regia e drammaturgia Angelo Pedroni, Francesca Pennini
[alias Pina Redengolo, Annina Sperniccef]
coreografie e partiture fisiche Francesca Pennini
[alias Annina Sperniccef] in collaborazione con gli interpreti
con Simone Arganini, Daniele Bonaiuti, Roberto De Sarno
[alias Maria Gonnesini, Edilio Beutanina, Bernardo Roseto]
assistenza organizzativa Carmine Parise [alias Cesare Parmini]
costumi Titta Caggiati [alias Zia Catia Pratiggi]
luci e tecnica Emiliano Curà [alias Luciano Reami]
realizzazione scene Paolo Romanini [alias Mariano Pinolo]

 

SHERLOCK PER I GIOVANISSIMI, LA DANZA È UN MISTERO DA SCOPRIRE. COLLETTIVO CINETICO INVENTA UN GIOCO GENIALE CHE DIVERTE E APPASSIONA. ["Corriere di Bologna"]

 

Sherlock Holmes pubblico

 

Scrive Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, che «il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare».
L'idea che guida le parole e le azioni di questo spettacolo è la volontà assoluta, liberissima, giocosa, di rovesciare quella verità e osservare con divertita ostinazione il mondo. Sherlock Holmes, il suo celebre metodo fondato sul binomio osservazione e deduzione, si reincarna sulla scena in un anomalo terzetto di investigatori contemporanei, animati da una inesauribile voglia di andare oltre il volto immediato e ingannevole della realtà, di analizzare i dettagli e ipotizzare possibili soluzioni. Nella sua sorprendente somiglianza con i meccanismi profondi della curiosità infantile, l'applicazione rigorosa e nello stesso tempo umoristica del metodo deduttivo è lo strumento di un viaggio di scoperta e investigazione di quel pezzo di mondo, di quel vero e proprio microcosmo che è il teatro. Un viaggio che diventa esplorazione della relazione ambigua tra realtà e finzione, verità e apparenza, artificio tecnico e autenticità di emozione. Quella che si viene compiendo sulla scena, "teatro del crimine" in una inedita accezione, è dunque una vera e propria anatomia in presa diretta, uno sguardo telescopico che si irradia sull'intero spettro del visibile e del sensibile. L'analisi clinica e interattiva di un campione del pubblico (lo spettatore non è forse parte integrante dell'accadimento teatrale?), convive allora con lo smontaggio e il rimontaggio della creazione artistica, innescando una riflessione sull'arte performativa e la sua relazione con la vita. La pluralità delle ipotesi ricostruttive dei movimenti coreografici di uno spettacolo, a partire dagli indizi lasciati sulla "scena del delitto", si traduce in un vertiginoso atlante concentrato della danza, dal minimal alla contact improvisation, dalla metal al musical, perché il linguaggio del corpo ha estensione infinita, come infinito e aperto è il catalogo delle ipotesi sul mondo, se si parte dalla sua osservazione analitica. Tecnica e immaginazione si sorreggono a vicenda. Il teatro è metafora della immaginazione umana e della vita stessa, universo espressivo totale e complesso, di cui non si tralascia
nulla, neanche il versante spaziale-costruttivo, così ricco di aspetti carichi di potenzialità, quando si possieda un occhio ricco di acume investigativo.
Così, l'occhio di una telecamera, moderno erede della lente di Sherlock Holmes, nella sua assoluta libertà di indagine scruta, analizza, rielabora tutti i recessi dello spazio-mondo: persone e oggetti, spettatori e proiettori, costumi e note di regia, e non si preoccupa di superare le pareti del teatro per puntare sulla vita là fuori che continua a scorrere, o di farsi strada dietro le quinte. Perché "le cose ovvie di cui è pieno il mondo", se osservate, guardate, scrutate, possono dirci qualcosa di nuovo, rivelare un volto segreto.

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO_TEATRO CONCORDIA 22 aprile 2018 ore 17.00

BIGLIETTI posto unico numerato 8 euro | ridotto 4 euro [da 4 a 14 anni] | 0,50 euro [da 0 a 3 anni]

Biglietteria Teatro Concordia 0735 588246
Comune di San Benedetto del Tronto, Ufficio Cultura 0735 794588

 

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