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FUORIGIOCO

progetto e regia di Emiliano Masala

scritto da Lisa Nur Sultan
con Giampiero Judica, Elisa Lucarelli, Emiliano Masala, Francesca Porrini

scene Andrea Simonetti
disegno luci Javier Delle Monache
suoni Alessandro Ferroni
assistente alla regia Mauro Santopietro

fuorigioco

Fuorigioco è una commedia amara, che racconta dinamiche universali di crisi di coppia e dilemmi esistenziali dentro la cornice di una partita che fu simbolica, nell'estate più angosciante della recente storia italiana.
Era l'estate dello spread e degli Indignados nelle piazze europee.
Era l'estate in cui quasi chiunque di noi ha pensato "mi butto". Che spesso voleva dire "me ne vado", mi chiamo fuori. Ma per ogni persona che ha pensato di andarsene, ce n'è stata un'altra che ha provato a dissuaderla.
In questa storia cercheremo di capire i perché, di chi fugge e di chi tifa Italia. E la domanda è sempre quella: accontentarsi è una cosa sbagliata? O è l'unica salvezza?
E allora perché quest'ansia non ci lascia mai?
Non abbiamo risposte, ma intanto, per renderla più accettabile, l'abbiamo raccontata ridendo.
Una storia, che si costruisce, qui e ora, davanti allo spettatore.
La stessa scena (il nostro cornicione) si materializzerà a poco a poco, dichiarando la volontà di voler far nascere il racconto in quel preciso momento.
Volevamo poter lavorare sull'immobilità della situazione, lasciando il movimento alle parole.
Sono le parole a rendere dinamica la rappresentazione, che ci mostra una commedia recitata in orizzontale. I tempi della recitazione, quindi, si misurano con l'impossibilità di essere uno di fronte all'altro e di mantenere una comunicazione di tipo convenzionale.
I nostri personaggi saranno così ancora più esposti, offriranno in modo più sfacciato le loro crisi e miserie letteralmente in faccia allo spettatore. Il tutto però tenendo fede alla nostra modalità di racconto , che ci porta a guardare gli esseri umani con l'ironia e il cinismo che deriva da una feroce autocritica, ma misurandoci coi codici del dramma da camera.
O meglio, da cornicione.
Un "dramma ironico" o una "commedia cattiva", raccontato partendo dalla fine, dal gesto ultimo, da una situazione oramai giunta al limite.
In equilibrio non solo su un cornicione di un palazzo ma anche, e forse soprattutto, nelle pareti di casa nostra.

 

 

TOLENTINO_CINETEATRO DON BOSCO 2 dicembre 2017

 

 

 

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