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CAINO E ABELE

di Manuela Capece e Davide Doro
con Florian Piovano e Luca Pozzati
produzione compagnia RODISIO e TAK Theater Liechtenstein
in collaborazione con Festival Resistere e Creare [Genova]
Fuori Luogo Auditorium Dialma Ruggiero [La Spezia]
un ringraziamento a Balletto Civile

Caino-e-Abele

Questa storia antica, semplice e crudele ci serve, perché ritroviamo in questa storia lontana qualcosa di oggi. La raccontiamo priva dei suoi aspetti religiosi, prendendo dalla Bibbia e dal Corano i passaggi fondamentali di un intreccio topico, per arrivare ad una narrazione simbolica e contemporanea. Lo facciamo con la danza hip hop, una danza di strada, una street dance che affonda le sue radici nella ribellione degli anni 70, che mescola stili differenti e gioca con il ritmo. L'hip hop è l'espressione libera di un corpo giovane in una strada affollata. È un modo di ballare che rompe le regole e ne inventa di nuove, è la rappresentazione di una generazione, che passo dopo passo inventa una propria vita. È una danza terrena che racconta di stimoli e sospensioni. I nostri Caino e Abele sono due giovani breakers, due danzatori non professionisti, due ragazzi che sono abituati a ballare per strada. Come tutti i giovani, i nostri Caino e Abele sono forti e belli. Come tutti i giovani devono ancora imparare tutto della vita, sono pieni di entusiasmo ed energia. Guardano il mondo con occhi curiosi e braccia impazienti. Accostiamo a questa danza grezza molte parole, alcune domande, tantissime immagini. Questa storia racconta di un vincitore e di un perdente. Caino e Abele si vogliono bene, perché sono fratelli e, come tutti i fratelli, giocano, combattono, si aiutano, spesso stanno da soli, ma poi si guardano, ridono e tornano vicini. Poi, come nella vita di tutti, arriva il giorno di una prova, una sfida, forse un rito che segna il loro passaggio all'età adulta. Vince Abele, Caino perde. Questa storia ci serve perché ci fa ricordare. E perché ci permette di parlare di questo nostro mondo oggi che continua a non saper perdere, che non vuole perdere mai. La sconfitta non è ammessa, la paura nemmeno. E lo devi imparare subito, fin da piccolo. La violenza di oggi è quella di quel tempo lontano. Il perdente è escluso. La risposta deve essere sempre violenta. Perché? non ci sono altre possibilità? altre soluzioni? questa storia ci serve per fare domande, tante domande ai bambini, perché sappiamo che loro possono darci risposte nuove e sorprendenti. Ci serve per parlare di amore fraterno, di quanto si può imparare da una sconfitta, di nuove possibilità da trovare, di crescita, di cosa vuol dire vivere insieme, essere insieme. E forse un po' anche di pace.

 

URBINO_TEATRO SANZIO domenica 25 marzo 2018 ore 17.30

BIGLIETTI
posto unico numerato euro 8 | ridotto euro 5 [da 4 a 14 anni] | 0,50 euro [da 0 a 3 anni]

BIGLIETTERIA T. SANZIO 0722 2281 aperta la domenica di spettacolo dalle ore 16

 

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