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FRANCESCA BENEDETTI

L'INDECENZA E LA FORMA

Pasolini nella
stanza della tortura

di Giuseppe Manfridi
uno spettacolo di Marco Carniti
con Francesca Benedetti
e con Sebastian Gimelli Morosini
musiche David Barittoni
si ringraziano per l'assistenza Paolo Amati, Alberto Brichetto e Valentina Celentano
produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale

Un testo polifonico a più voci, tutte affidate a Francesca Benedetti, per un viaggio dal reale autobiografico a quel "romanzo mai scritto" in cui Pasolini rivive i suoi rapporti con la madre e il padre in una sorta di incubo feroce, un "caos" involontario che lo porta all'autodistruzione.

Una drammaturgia ipertrofica scomoda e respingente. Un Pasolini capovolto che esce allo scoperto mostrando la parte più fragile di se stesso. Un vero e proprio sacrificio umano che si svolge davanti agli occhi del mondo fuori da ogni tipo di giudizio o giustificazione. Ho cercato di rappresentare ciò che è stato creato per essere solo ascoltato. Unendo sacralità e perversione in un laccio inestricabile. Un cordone ombelicale che strangola senza pietà un figlio-vittima lasciando senza respiro sia l'attore che lo spettatore. Ho dato corpo e azione teatrale a un personaggio inesistente nel testo originale che rappresenta in senso fisico e metafisico il rapporto vittima-carnefice che si instaura tra madre-figlio e padre-figlio. Un testo che vuole superare tutti i limiti della decenza verbale e fisica scompigliando le carte del nostro destino e generando il caos che ci coinvolge tutti.
[Marco Carniti]

Si sa: nella vita e nell'opera di Pasolini l'indecenza e la forma coabitano, confliggono e si mischiano. [...] Nel profluvio dei versi che compongono il copione, nei lacci delle rime e delle assonanze, nel rap dissennato che traversa facce, gole, miti e nervature, l'osceno ambisce a purificarsi, mostrandosi ansioso di una spietatezza che lo giustifichi, fomentando dialoghi estremi, fatali. Parla il poeta bambino e parla il poeta adulto, parla il padre delittuoso e la madre onnivora, parla il fratello caro agli Dei e parla Saturno divoratore dei propri figli. Parla la plebe e parlano gli amanti. E il loro parlare si traduce in lotta, la lotta si traduce in dramma, e il dramma tende alla sua catarsi. È il compimento di un'esistenza che, per paradosso, ha saputo domare il proprio fato accettando un'assoluta e definitiva sottomissione ad esso. [Giuseppe Manfridi]

 

URBINO_TEATRO SANZIO 10 maggio 2018

Biglietti da 8 a 10 euro in prevendita QUI o tramite Call Center 0712133600

 

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