drammaturgia da Eschilo e dal mito arcaico di Luigi Maria Musati
con Mirco Abbruzzetti, Cecilia Menghini, Federica Pepi, Simona Ripari, Nadia Ristori
regia Luigi Maria Musati e Gabriele Claretti
in collaborazione con Associazione Culturale Nuova Linfa
per Teatro al Parco Festival – – Rassegna Metamorfosi
Nel 463 a.C. Eschilo scrive e rappresenta tre tragedie e un dramma satiresco sul mito antichissimo delle Danaidi. Questo mito collega con vincoli religiosi la sua Atene alla vicina Argo, di cui Atene sta cercando l’alleanza, ma soprattutto offre la materia per affrontare temi spinosissimi per Atene ovvero quello della condizione politica e sociale delle donne ateniesi e quello dell’accoglienza degli stranieri: temi tutt’altro che remoti e sconosciuti alla nostra contemporaneità. Di tutto il ciclo ci resta, quasi integra, solo la prima delle tragedie: Le Supplici. Cinquanta giovani donne, guidate dal loro padre, Danao, approdano sulla spiaggia di Argo. Portano in mano rami d’ulivo avvolti in bende di lana, segno della loro condizione di supplici: chiedono asilo e protezione agli Dei e alla Città di Argo. Il Re di Argo, Pelasgo, è sorpreso e preoccupato. Le giovani raccontano la storia della loro antenata Io, giovane sacerdotessa di Argo, bramata da Zeus e perseguitata da Era. Giunta in Egitto aveva dato luce al figlio di Zeus, Epafo, divenuto primo Re di quella terra. Da lui, dopo cinque generazioni sono nati Danao ed Egitto. Egitto ha cinquanta figli, Danao cinquanta figlie. I cugini hanno preteso con la forza di sposare le ragazze, che li rifiutano e per questo esse sono state costrette e fuggire. Pelasgo deve scegliere se rispettare lo stato “sacrale” delle ragazze e accettare il rischio di una guerra o negare l’asilo macchiandosi del più nefando dei delitti, il tradimento d’un ospite sacro. Decide di chiedere il parere di tutto il popolo e mentre la città delibera sbarcano sulla costa gli Egizi che tentano di rapire le giovani. La città, però, ha votato all’unanimità l’accoglienza. Le giovani e il loro padre sono accolte con tutti gli onori ad Argo. Qui termina la prima tragedia. Delle successive e del dramma satiresco non ci restano che pochissimi versi, i titoli e le trame ma moltissimi commenti. La seconda tragedia era intitolata Gli Egizi, la terza Le Danaidi e il dramma satiresco Amìmone. Nella seconda Argo è assediata dagli Egizi e la guerra è nel suo culmine. Per evitare la distruzione della Città, Danao ordina alle figlie di simulare il consenso alle nozze con i cugini e di ucciderli tutti durante la notte di nozze. Nella terza si svolge il processo in cui vengono giudicati Danao e le sue figlie da un lato e dall’altro l’ultima figlia di Danao, Ipermestra che ha disobbedito all’ordine paterno e non ha ucciso il cugino-marito Linceo, perché i due si sono innamorati. L’intervento di Apollo e Afrodite risolverà felicemente la vicenda. Per quel che riguarda il dramma satiresco il titolo porta il nome di una delle Danaidi la cui vicenda finisce per svelare il sottotesto simbolico dell’intero mito. Amìmone viene mandata dal padre Danao a cercare acqua, perché Argo soffre di una terribile siccità. Nella sua ricerca, la giovane si imbatte in un Satiro che vuole violentarla. Lei invoca Poseidone che appare e scaccia il Satiro. Ne segue un amplesso tra i due al termine del quale il Dio comanda alla giovane di estrarre il tridente conficcato nella roccia. Dai fori delle tre punte scaturiscono tre sorgenti, dono del Dio. La drammaturgia di Musati si serve di questi materiali e del contesto mitologico generale per ricostruire l’intera vicenda, con i suoi terribili colpi di scena successivi e la sua conclusione sacrale e gioiosa. Lo spettacolo rilegge la tragedia antica come parabola sulla violenza di genere, collegando il mito al contesto di matrimoni forzati e aggressioni sessuali. Le 50 sorelle diventano un coro unificato, simboleggiando voci femminili oppresse che passano dalla supplica alla vendetta. La regia mescola elementi arcaici con elementi di attualità per collegare il mito antico alla cronaca contemporanea.
CUPRA MARITTIMA_PARCO ARCHEOLOGICO NATURALISTICO “CIVITA” venerdì 24 luglio 2026 ore 21.15
Biglietto 10 euro – gratuito sotto under 12
Prenotazione consigliata
al numero 328 8444634 (anche con messaggio whatsapp)
oppure scrivendo sui canali facebook o instagram dell’associazione Culturale Nuova Linfa
INFO AMAT 071 2072439
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