regia Gabriele Vacis
scenofonia Roberto Tarasco
cori a cura di Enrica Rebaudo
con le attrici e gli attori di Potenziali Evocati Multimediali
produzione PoEM Impresa Sociale
con il supporto di 76° Ciclo Spettacoli Classici Teatro Olimpico di Vicenza
ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, Fondazione ECM Settimo Torinese
Al centro della scena il vissuto corale dei cittadini di Tebe fa da cassa di risonanza a quanto accade al di là dalle mura della città e fa accadere in scena i rumori dell’assedio, i colori e le immagini terrificanti del nemico, dell’estraneo, dell’altro che da fuori spinge, e minaccia l’ordine della città dalle sette porte. Ma l’“altro” – come ci rivela l’inaspettato scontro alla porta settima tra i fratelli nemici Eteocle e Polinice – ha sempre le sembianze del fratello: la guerra è, sempre, guerra civile.
Il copione è costruito incastonando nel testo di Eschilo brani di voci attuali, che portano sulla scena dati tecnici sulle armi in uso nel nostro tempo, ma anche considerazioni storico-culturali sull’immanenza della guerra a ogni latitudine, geografica e cronologica, della nostra civiltà. Sulla trama di un testo così costruito, i giovani attori/autori di PoEM si prendono la responsabilità di rappresentare, di far accedere alla realtà aumentata del teatro, i desideri, i punti di forza e di debolezza della generazione dei ventenni: in scena riflettono l’esperienza della guerra nei pensieri, nei gesti, sui corpi dei giovani loro coetanei. In questo la tragedia di Eschilo si dichiara come “necessaria”, la matrice giusta che genera una presentazione adeguatamente complessa del nostro tempo. In un’altalena che oscilla tra le parole di Eschilo e le domande del presente su cosa sia, allora come oggi, la guerra, si attiva un cortocircuito energetico tra antico e contemporaneo, complici molti autori, di epoca e cultura diversa, chiamati in causa: Henri Laborit, Sun Tzu, Franklin J. Schaffner, Bertolt Brecht e, soprattutto, James Hillman che orienta la prospettiva mai retoricamente buonista sul tremendo impasto di amore e di ferocia che ha il nome divino di Ares, e innesca la concentrazione di uno sguardo e la direzione di un pensiero mai scontato sulla terribile vitalità di ogni guerra.
Da “Una presentazione dello spettacolo” di Monica Centanni e Daniela Sacco
URBISAGLIA_ ANFITEATRO ROMANO giovedì 9 luglio 2026 ore 21.30
Biglietto da 12 a 15 euro in prevendita QUI
Ufficio turistico Urbisaglia 0733 506566
dal giovedì alla domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18
Biglietteria Anfiteatro Romano
la sera di spettacolo dalle ore 19
INFO AMAT 071 2072439
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