coreografia Simon Le Borgne composizione musicale Ulysse Zangs interpreti Simon Le Borgne, Ulysse Zangs luci Iannis Japiot collaborazione artistica Philomène Jander sguardo esterno Émilie Leriche, David Le Borgne produzione Le Gymnase CDCN Roubaix – Hauts-de‐France coproduzione Centre chorégraphique national de Rillieux-la-Pape – direzione Yuval Pick / Accueil-Studio, La Briqueterie CDCN Val‐de‐Marne Espace Pasolini – Valenciennes, Compagnie SLB Danse Dense con una residenza presso Théâtre de Vanves – scène conventionnée d’intérêt national azione finanziata da Ile-de-France Region con il sostegno di Les Partageurs con il contributo di DRAC Hauts-de-France – Ministère de la Culture, Festival De l’impertinence – Sète con il supporto di Programme international de diffusion artistique (PIDA) – Institut Français
spettacolo sostenuto da una rete di 10 festival italiani attraverso PIDA (Programme International de Diffusion Artistique) – Institut Français
Espressione latina che significa “a volontà” o “fino alla sazietà”, Ad Libitum è un lavoro sul desiderio – rinnovato o in esaurimento – di creare, incarnare, interpretare, uscire da se stessi, espandersi. L’idea della muta e il termine “décontenancement” sono i fili conduttori di questa creazione ed esprimono il bisogno di cambiare pelle e di svuotarsi di ogni sostanza, così come quello di incarnarsi in qualcosa. Interrogando il rapporto che intratteniamo con le nostre pratiche e con le nostre influenze, costruiamo un dialogo coreografico e musicale, tra sincronia e contrappunto. Concentrando la nostra attenzione sull’energia che circola tra noi, su ciò che è proprio di ogni essere umano: il respiro, il ritmo dei battiti cardiaci; evochiamo l’empatia necessaria a incontrare l’altro in tutta la sua umanità. Vogliamo renderci malleabili e vulnerabili a una varietà di forme e contenuti per creare una performance dal carattere ciclico: la decomposizione lascia spazio alla fioritura, la caduta di un corpo che permette un nuovo slancio vitale. Simon Le Borgne & Ulysse Zangs
La ricerca corporea di Simon Le Borgne prende avvio da una serie di immagini che fanno riferimento alle sue esperienze personali, così come a un immaginario collettivo (proveniente dalla pittura, dal cinema e dalla cultura popolare). Dando forma a queste diverse pose, che esprimono un corpo costretto in strutture rigide che rimandano a nozioni di genere, classe sociale, potere, dominazione o sottomissione e che possono esprimere anche la vitalità o la perdita di vitalità, il sublime o il brutto; egli cerca poi di decostruirle e creare ponti tra di esse, lasciando spazio a un corpo ambiguo, libero di incarnare o meno tali rappresentazioni.
Con un movimento inverso rispetto a quello che cerca di far riaffiorare in superficie un’emozione, partendo da un’interiorità che si renderebbe visibile, immagino di partire dalla forma per osservare ciò che essa produce in me, intellettualmente ed emotivamente. Inabissarmi al suo interno. Lasciarla entrarmi dentro, trasformarmi Lasciare che queste rappresentazioni giochino con me, e a mia volta giocare con esse. Immergermi nell’universo a cui si riferiscono, poi decontestualizzarlo, renderle ibride e distorcerle. Assumendo queste posture divento veicolo di esse. A partire da questa constatazione, mi interrogo su quali siano le posture che desidero veicolare. Quali ho il diritto di adottare? Mantengono il loro potenziale narrativo, la loro forza drammatica? Dove si situa il limite tra l’astratto e il figurativo? Simon Le Borgne
Ulysse Zangs lavora a una partitura a metà tra coreografia e musica: per creare la sua musica dal vivo, si sposta da una postazione all’altra in stretta relazione con la partitura di Simon, per attivare diversi strumenti disposti nello spazio. Batteria, voce, sintetizzatore, chitarra elettrica, Zangs utilizza tutta la sua palette di musicista autodidatta per evocare vari registri che entrano in risonanza oppure si pongono in contrappunto alla danza. Il dialogo che si crea è quello di due amici di lunga data che utilizzano ciascuno il proprio medium: l’ascolto reciproco è il loro unico mezzo per uscire da questo labirinto di riferimenti e poter infine abbracciarsi in una trance comune.
SIMON LE BORGNE Ballerino e coreografo, inizia la sua formazione alla scuola dell’Opéra di Parigi nel 2005 ed entra a far parte della compagnia nel 2014. Interpreta opere di Maguy Marin, Merce Cunningham, Jiří Kylián, Ohad Naharin e Hofesh Shechter e partecipa alle creazioni di Season’s Canon e Body and Soul di Crystal Pite, Play di Alexander Ekman, The Male Dancer di Ivan Pérez, Faunes di Sharon Eyal e Cri de Coeur di Alan Lucien Oyen. Dal 2021 lavora con Yohana Benattar e Hanga Toth al progetto Nos Gestes, Nos Soins e all’elaborazione di una performance documentaria attorno ai gesti di cura di persone affette da malattie croniche o disabilità. Dal 2023 entra a far parte del Tanztheater Wuppertal, dove ha lavorato con Boris Charmatz alla sua creazione Liberté Cathédrale e interpretato diverse opere di Pina Bausch, tra cui Café Müller. Parallelamente diventa artista ospite del Gymnase CDCN Roubaix Hauts-de-France, che ha prodotto il suo spettacolo Ad Libitum.
ULYSSE ZANGS Artista francese, sviluppa la propria pratica all’intersezione tra suono, movimento e natura. Come ballerino, si forma presso la scuola dell’Opéra di Parigi e successivamente alla Palucca Hochschule für Tanz, prima di entrare nella Dresden Frankfurt Dance Company, dove danza fino al 2019. Oggi artista indipndente, collabora con coreografi e registi riconosciuti come Benjamin Millepied, Philippe Découflé, Dimitri Chamblas, Ersan Mondtag, Simon Le Borgne, Chris Fargeot. In qualità di musicista, compone colonne sonore per la danza, performance, installazioni e film, mescolando improvvisazione dal vivo e produzioni registrate. Nel 2024 realizza le colonne sonore di Ad Libitum di Simon Le Borgne, 3:33 In my Room through the window di Chris Fargeot, Grace di Benjamin Millepied e Manhandle di Gustavo Gomes. Parallelamente, Ulysse si dedica sempre di più alla propria musica, che ha portato alla pubblicazione del suo primo progetto solista Idle Hands Or.
CIVITANOVA MARCHE_ CHIESA DI SAN FRANCESCO SABATO 11 LUGLIO 2026 ORE 22.30
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BIGLIETTERIE & INFORMAZIONI
CIVITANOVA MARCHE BIGLIETTERIA TEATRO ROSSINI 0733 812936
giovedì ore 17.30 – 19.30
venerdì ore 17.30 – 19.30
sabato ore 10 – 12
il giorno precedente lo spettacolo ore 17.30 – 19.30
il giorno di spettacolo dalle ore 18.30
BIGLIETTERIA TEATRO ANNIBAL CARO 0733 892101
venerdì ore 10 – 12
sabato 11 luglio dalle ore 20.45
BIGLIETTERIA CHIESA DI SAN FRANCESCO
sabato 11 luglio presso Biglietteria Teatro Annibal Caro
INFO AMAT 071 2072439
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