Con “Toccando il vuoto” Lodo Guenzi con Eleonora Giovanardi, Giovanni Anzaldo e Matteo Gatta, diretto dalla regia di Silvio Peroni, è al Teatro Velluti di Corridonia venerdì 27 febbraio al termine di una residenza di riallestimento nella stagione teatrale proposta da Comune e AMAT con il contributo di MiC e Regione Marche.
A un esatto anno dal debutto, al Gentile di Fabriano dove era stato allestito, “Toccando il vuoto” – ‘fantasia alpinistica’ basata sul memoir di Joe Simpson adattato da David Greig e tradotta da Monica Capuani, prodotta da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito con Argot e Accademia Perduta e con AMAT, con le scene di Eleonora De Leo, le luci di Gianni Bertoli e le musiche originali di Oliviero Forni – riparte ancora da uno dei teatri delle Marche.
«Siamo molto orgogliosi – dice l’assessore alla cultura del Comune di Corridonia Massimo Cesca – che la compagnia abbia accettato di riallestire al Teatro Velluti trascorrendo diversi giorni nella nostra città. Nell’occasione abbiamo anche pensato utile coinvolgere gli studenti dell’IPSIA, in un momento di confronto con gli artisti sul tema delle scelte difficili ma obbligate di cui parla lo spettacolo».
“Toccando il vuoto” è tratto da una storia vera, la pièce è ambientata nel 1985 durante la scalata nelle Ande Peruviane, dove gli alpinisti Joe Simpson (interpretato da Guenzi) e Simon Yates (Anzaldo) restano vittime di un incidente durante la fase di discesa che provoca la caduta di Joe in un dirupo. Per non rischiare di precipitare assieme al suo compagno, Simon è costretto a tagliare la corda da arrampicata. La storia si ambienta tra passato e presente, tra passione, sensi di colpa, amicizia e resilienza, in un tempo e spazio che si fondono costantemente, ponendo il pubblico in un interrogativo costante: “cosa avremmo fatto al posto di Simon?”. Il testo del drammaturgo scozzese pone alla base dell’opera il tema delle scelte, etiche e non, che circondano gli eventi.
«Uno dei temi centrali– scrive Silvio Peroni nella nota di regia – è quello delle ossessioni: raggiungere vette sempre più alte, superare i limiti, confrontarsi continuamente con le proprie paure. Queste ossessioni possono portare a compiere scelte rischiose, che possono diventare tragiche, come nella vicenda di Simon e Joe. E qualche volta anche nelle nostre vite. Il testo vuole raccontare le emozioni e le relazioni umane in uno spazio ostile e isolato come quello della montagna. Sacrificare la vita di un amico per salvare la propria è forse tra le scelte più dolorose che esistano, da cui può scaturire un senso di colpa eterno e duraturo. Mi affascina lo sguardo intenso e commovente dell’autore. Al lettore non resta che chiedersi: cosa avrei fatto io al posto di Simon? Avrei tagliato la corda?»
Ultimi due appuntamenti per la stagione di prosa al Velluti il 13 marzo con Michele la Ginestra, Beatrice Fazi e Martina Pinto in “Ti posso spiegare” e il 15 aprile con Franco Branciaroli, che chiude il programma con “Non si sa come” di Luigi Pirandello.
Biglietti e info: Teatro Velluti Corridonia (tel. 0733/439389 aperto il giorno di spettacolo dalle 18), Assessorato alla Cultura del Comune (tel. 0733/439901), biglietterie del circuito AMAT (tel. 071/2072439), vivaticket.com (con aggravio in favore del gestore del servizio). Inizio ore 21.15. ***

















