Il teatro Sanzio offre uno spettacolo di danza dedicato all’inclusione. Venerdì 16 ottobre, alle ore 21:00, a INGRESSO GRATUITO, è in programma Empathy, realizzato della Compagnia Dancein. Si tratta di un progetto coreografico che indaga attraverso il movimento il rapporto tra memoria individuale, relazioni affettive e contesto sociale. L’appuntamento offre al pubblico l’occasione di avvicinarsi a un’esperienza in cui danza, ricerca scientifica e accessibilità si incontrano. Empathy si inserisce nel progetto Oltre il sipario, finanziato dalla Regione Marche nell’ambito di Marche for All – seconda edizione e realizzato da AMAT. L’iniziativa vuole rendere i teatri storici marchigiani sempre più accessibili alle persone con disabilità, sia sul versante della fruizione da parte del pubblico sia su quello della partecipazione artistica.
«In attesa di avviare la campagna abbonamenti e di iniziare la vera e propria Stagione del Sanzio – dice l’assessore alla Cultura Lara Ottaviani – Urbino offre questo appuntamento di grande qualità. Ricordiamo che il primo spettacolo della stagione è fissato per l’8 novembre, con la messa in scena di “Totalmente incompatibili”, che vede protagonisti Corrado Nuzzo e Maria Di Biase. La campagna per i nuovi abbonamenti alla Stagione 2026-2027 si svolgerà dal 24 al 31 ottobre 2026, con l’apertura della biglietteria ogni giorno dalle ore 16:00 alle 20:00. Online, la vendita inizierà alle ore 09:00 del 27 ottobre, con un modesto sovrapprezzo per i costi del servizio da remoto. Quest’anno scade il diritto di prelazione sui posti per chi aveva già un abbonamento alla passata stagione. Stiamo lavorando con AMAT per evitare disagi ai nostri appassionati di teatro e creare le condizioni per scegliere il posto in base all’ordine di arrivo al botteghino».
Tornando allo spettacolo del 16 ottobre, il programma, affidato a otto danzatori con e senza disabilità, Empathy utilizza la danza contemporanea e l’improvvisazione per esplorare il modo in cui le esperienze vissute e i ricordi tramandati influenzano le scelte di ciascuno e il nostro stare nella società. Al cuore della ricerca c’è, in particolare, il legame tra madre e figlio e la trasmissione della memoria tra generazioni: un patrimonio che ogni individuo rielabora nel corso della propria crescita, anche in relazione all’ambiente culturale e sociale in cui vive.
La coreografa e mentore Monia Mattioli accompagna gli interpreti in un processo creativo nel quale ciascuno degli otto danzatori firma la propria scena come autore, contribuendo in prima persona alla costruzione dello spettacolo. Le diverse esperienze e sensibilità diventano così parte integrante di una composizione che riconosce nel corpo uno strumento di espressione, conoscenza e relazione. La ricerca artistica si intreccia con quella scientifica grazie al riferimento agli studi del professor Giacomo Rizzolatti sui neuroni specchio, all’origine di un percorso di mentoring attivato dalla compagnia nel 2025. Lo spettacolo è inoltre caso di studio del progetto Embody Education, rete di ricerca che coinvolge dieci università italiane e approfondisce il ruolo del corpo come strumento fondamentale nei processi educativi in ambito scolastico.
Lo spettacolo si avvale delle collaborazioni coreografiche e registiche diJérôme Bel, Paola Massi, Antonio Cuccaro, lascenografia è diGiacomo Giovannetti, i costumi diPetra Bartels, la produzione diCompagnia Dancein, con il sostegno di MiC – Bando Accessibilità degli artisti con disabilità 2025, partner di ricerca Progetto Embody Education(Rete di 10 Università Italiane).
Informazioni botteghino del teatro 0722 -2281.

















